Kingroot… permessi di root con un app facili da ottenere

Kingroot… permessi di root con un app facili da ottenere

I permessi di root sono piuttosto facili da ottenere su alcuni smartphone mentre su altri sono decisamente più impegnativi: Kingroot vorrebbe essere la soluzione definitiva al problema portando i permessi di root attraverso un click su More »

SEO su Baidu: come posizionarti sul più grande motore di ricerca cinese

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Fonte: http://www.studiosamo.it/seo/seo-su-baidu/ Di Jacopo Matteuzzi Con una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, la Cina è un mercato enorme. Baidu ha oltre l’83% del mercato della ricerca cinese, è perciò il gigante della ricerca in Cina, come More »

URLVoid: Analizzare i siti web per rilevare siti pericolosi

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In questo caso il servizio si occupa di analizzare siti web, come tipico delle sue funzionalità, il sito viene analizzato con più servizi tra cui Google Diagnostic, McAfee SiteAdvisor, Norton SafeWeb, MyWOT More »

Creare un server sul quale far fare Download e Upload agli amici [HFS]

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WiFi, sicurezza a rischio

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Un ricercatore scova una nuova vulnerabilità nel protocollo di sicurezza pensato per facilitare l'accesso alle reti wireless: bastano un paio d'ore di attacco "brute-force" per penetrare il network Roma – Il ricercatore More »

 

Kingroot… permessi di root con un app facili da ottenere

permessi di root sono piuttosto facili da ottenere su alcuni smartphone mentre su altri sono decisamente più impegnativi: Kingroot vorrebbe essere la soluzione definitiva al problema portando i permessi di root attraverso un click su tutti i dispositivi, da Android 4.2.2 ad Android 5.1 Lollipop.

Si tratta in pratica di scaricare un apk, installarlo, accettando tutti i suoi permessi, tra cui la lettura dei vostri contatti e la possibilità di scattare foto e video, e premere un tasto che dovrebbe installare il root sul vostro smartphone.

La procedura va a buon fine nel video qui sotto, ma se possibile vi consiglieremmo di ottenere i permessi di root in maniera classica, tenendo questa come ultima soluzione. Kingroot è un’app cinese, senza troppo documentazione, né un sito che spieghi il suo funzionamento o i suoi permessi, quindi è quasi una questione di fiducia. Se volete potete scaricarla da questo link.

Video…

 

SEO su Baidu: come posizionarti sul più grande motore di ricerca cinese

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Fonte: http://www.studiosamo.it/seo/seo-su-baidu/

Di 

Con una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, la Cina è un mercato enorme. Baidu ha oltre l’83% del mercato della ricerca cinese, è perciò il gigante della ricerca in Cina, come Google lo è nel resto del mondo. Se stai cercando di vendere i tuoi prodotti in Cina, è necessario che prendi atto dell’esistenza di Baidu e di come utilizzarlo per mettere i tuoi prodotti e il tuo sito di fronte alle persone giuste.

URLVoid: Analizzare i siti web per rilevare siti pericolosi

Url void

In questo caso il servizio si occupa di analizzare siti web, come tipico delle sue funzionalità, il sito viene analizzato con più servizi tra cui Google Diagnostic, McAfee SiteAdvisor, Norton SafeWeb, MyWOT ed altri per facilitare così la rilevazione di eventuali minacce informatiche.
L’analisi che è piuttosto veloce, al massimo 30 secondi, otteniamo quindi un report con indicazione se il sito è pulito (verde), sospetto (arancione) o pericoloso (rosso).
Abbiamo anche altre informazioni come l’indirizzo IP, il paese, MD5 Hash, ecc. Questo report rimane nella cache per 10 giorni. E’ gratis e non richiede registrazioni di alcun tipo.

Sito: URLVoid

da Gek60

Creare un server sul quale far fare Download e Upload agli amici [HFS]

HTTP-File-Server

HFS (Http File Server) è un software di file sharing che ti consente di inviare e ricevere files senza alcun limite. Puoi restringere questa condivisione a poche persone come pure estenderla a tutti gli amici che desideri. Non si tratta del classico file sharing , ma di un server che usa la tecnologia web come in un web server, i tuoi amici potranno e ffettuare downloads di files con il semplice utilizzo di un qualsiasi browser, come, ad esempio, Chrome, Internet Explorer, Firefox, Opera. I tuoi utenti non devono installare alcun altro nuovo applicativo. HFS permette la condivisione dei tuoi files. Gli utilizzi di una chicca del genere sono molteplici. Possiamo condividere in maniena temporanea una gorssa mole di dati, o magari possiamo utilizzare un vecchio PC, ormai spento da mesi, come un web server, sempre raggiungibile da noi e dai nostri amici per scaricare i file condivisi.

Guida su Chicchedicala

WiFi, sicurezza a rischio

wi-fi

Un ricercatore scova una nuova vulnerabilità nel protocollo di sicurezza pensato per facilitare l'accesso alle reti wireless: bastano un paio d'ore di attacco "brute-force" per penetrare il network

Roma – Il ricercatore di sicurezza Stefan Viehbock ha preso di mira il sistema Wi-Fi Protected Setup scoprendo una falla potenzialmente molto pericolosa: la tecnologia pensata per facilitare l'accesso ai network WiFi può essere facilmente attaccata e "penetrata" nel giro di un paio d'ore, un giorno al massimo per i router più "cocciuti".
Viehbock ha attaccato il meccanismo di autenticazione di WPS basato su codici PIN, tramite il quale i dispositivi possono autenticarsi al router WiFi fornendo il codice a otto cifre identificativo, unico per ogni singolo hotspot wireless in circolazione.

L'attacco del ricercatore di sicurezza è stato facilitato dal fatto che il PIN va fornito al router in due diversi momenti: la prima parte di quattro cifre viene identificata come corretta o errata dal router, mentre le restanti cifre sono solo un valore di checksum ricavabile a partire dalla parte precedente.

AGCOM e la diplomazia del diritto d’autore

Copyleft

Approvate le misure previste dalla delibera 668/2010. Nessuna inibizione dell'accesso a siti operativi all'estero. Timidi applausi per l'introduzione di una sorta di fair use anglosassone. Ma cosa succederà a piattaforme come YouTube?

Roma – Sette voti a favore, uno contrario, un solo astenuto. Così si è espresso il Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), che ha dunqueapprovato il tanto discusso "schema di regolamento in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica".
"Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità – ha spiegato il presidente Corrado Calabrò – fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell'Autorità e sul rapporto tra l'intervento amministrativo e i preminenti poteri dell'Autorità giudiziaria".

Due le parti in cui è stato diviso il provvedimento contenuto nella delibera 668/2010. Una prima relativa alle varie misure da sviluppare per favorire l'offerta legale e la promozione effettiva dell'accesso ai contenuti da parte degli utenti. Una serie di obiettivi da perseguire attraverso un tavolo tecnico composto da rappresentanti di categoria e associazioni di consumatori e utenti.

 
"La delibera Agcom contiene alcune correzioni di rotta – ha spiegato il responsabile ICT del Partito Democratico (PD) Paolo Gentiloni – ma non ancora il necessario punto di equilibrio tra tutela delle opere dell'ingegno e diritti di libertà della Rete". Mentre la federazione degli editori (FIEG) ha parlato di una delibera "equilibrata e trasparente. I timori della vigilia e le polemiche spesso strumentali sembrano fugati".

In conclusione, Agcom mostra di voler intraprendere la più diplomatica delle strade, per aprire ufficialmente i 60 giorni di consultazione pubblica previsti dallo stesso testo della delibera. "È nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile – ha concluso Calabrò – del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro".

Mauro Vecchio

da puntoinformatico.it

Skype vacilla ancora

La piattaforma VoIP è alle prese con il secondo disservizio nel giro di pochi giorni. Un problema di configurazione all'origine del parziale black out che ha lasciato gli utenti offline

 
Roma – Ancora acque burrascose per Skype. Dopo il disservizio che circa una settimana fa ha reso inaccessibile la piattaforma, il servizio VoIP recentemente acquisito da Microsoft sta vivendo un secondo black out

App store, nemici dell’open source

App StoreUn'indagine conoscitiva rivela: la stragrande maggioranza delle applicazioni vendute sugli store mobile più popolari non rispetta le licenze del codice FOSS. I produttori fanno soldi con l'advertising ma i sorgenti restano indisponibili

Roma – Gettando una luce obliqua su un argomento dibattuto da tempo, la società specializzata in "servizi open source" OpenLogic ha comunicato il risultato della sua indagine conoscitiva sul rapporto tra codice sorgente aperto, licenze open source e "app store" per dispositivi mobile. Due applicazioni su tre, dice OpenLogic, non rispettano la licenza open come invece dovrebbero.

La "non conformità" del mondo mobile alle regole dell'open source fa riferimento a 635 applicazioni – gratuite o a pagamento – degli app store per sistemi operativi iOS (iPad, iPhone, iPod) e Google Android, e il 71% delle app basate su codice open source infrange in qualche modo una licenza FOSS – sia essa Apache o GPL.

OpenLogic ha usato il suo tool di analisi e scansione OSS Deep Discovery per verificare la presenza di codice open source all'interno delle app, la dovuta citazione agli obblighi di licenza conseguente e la disponibilità del codice dell'applicazione per il download e il riutilizzo da parte della community FOSS. L'approccio seguito nell'indagine è di quelli "molto conservativi", dice OpenLogic, così da ridurre al minimo la possibilità di analisi scorrette.

WiFi libero: rimane la grana dell’autenticazione SMS?

Wifi Libero? Sì, ma potrebbero esserci strascichi indesiderati. L’altro ieri Il Ministro Roberto Maroni ha dato l’ufficialità dell’abrogazione del Decreto Pisanu che cadrà il 1 gennaio 2011, tuttavia non si è ancora completamente risolta una grana che potrebbe invece tornare fastidiosamente in auge nelle prossime settimane: stiamo parlando della possibilità che il Wifi libero sia accompagnato dall’autenticazione via SMS dei fruitori del servizio. Insomma: agevolazioni per i fornitori che potranno diffondere il segnale senza filigratuitamente e senza obblighi burocratici, che però ricadrebbero su chi siaggancerebbe?

Facebook, artifici contro il blocco di Google

Roma – C'era attesa per la risposta di Facebook all'irrigidimento della posizione di Googlenell'utilizzo delle API per l'esportazione dei contatti, e quell'attesa non è stata vana né lunga: il social network ha implementato quasi immediatamente un nuovo meccanismo di importazione dei dati da Google Contacts, un "trucco" che Google potrebbe facilmente bloccare ma con conseguenze tutte da verificare sulle funzionalità di altri servizi.


Il motivo del contendere tra Facebook e Google è la mancata reciprocità nella possibilità di esportare le proprie informazioni di contatto: Mountain View ha sempre lasciato campo libero agli utenti e ai servizi di terze parti (Facebook incluso) nell'importare le informazioni a proprio piacimento, mentre il social network par excellence gestisce il proprio enorme patrimonio di dati personali come un fortino a cui far accedere solo i partner fidati (e paganti) come Microsoft e Yahoo!.

Modificando le condizioni di utilizzo delle API di accesso al proprio database, Google ha inteso prendere una posizione netta nei confronti del comportamento di Facebook: o ci fai accedere liberamente ai dati dei tuoi utenti, hanno suggerito dal Googleplex, o noi ti tagliamo fuori.

 

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